Anche se...
....non ve lo stavate chiedendo e non ve ne frega un cazzo, sì, sono ancora viva.
baci-paci
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...come si porta un maglione sformato su un paio di jeans...
....non ve lo stavate chiedendo e non ve ne frega un cazzo, sì, sono ancora viva.
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...ormai la settimana va concludendosi...
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....buonanotte!
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...vabè visto che con le domande sulle badanti non ho avuto successo...vi posto il Guccini dell'altra sera ( ah, sono stata al concerto di Guccini venerdì! )
Buonasera a tutti,
Arrivo al parco attraversando con fatica il centro storico invaso di gente. Oggi è vacanza ed è pieno di bancarelle; si fa molta fatica a farsi strada fra la gente che cammina molto lentamente e spesso si ferma!
Il parco mi sembra invece un enorme spazio vuoto! Facendo più attenzione noto che c’è più gente del solito ma rispetto alla bolgia di Piazza Fiera e dintorni è il deserto!
Le persone nel parco al mio arrivo sono circa una trentina. ( le altre volte erano circa la metà! ), il sole è già andato via ma non fa particolarmente freddo.
La mia attenzione è attirata da un tipo di utente che le altre volte non avevo visto al parco: le BADANTI!
Parlando con i ragazzi che stanno studiando gli altri parchi mi era stato detto che spesso si trovavano dei gruppi di badanti al parco ma io non li avevo ancora visti. (mi sembra di essere uno che fa bird watching e che non ha ancora visto l’airone cinerino ! ).
Fino ad oggi mi chiedevo se il mio parco non fosse frequentato da questi gruppi di donne oppure se avevo semplicemente scelto degli orari e dei giorni sbagliati.
Appena mi accorgo di pensare “le badanti!” mi chiedo quali siano i caratteri che me le fanno riconoscere come tali ma non riesco ad andare oltre al fatto che siano tutte donne sui 40/50 anni, che parlino una lingua dell’est,.
Sono sedute su uno dei tavoli sotto gli alberi ( dove l’altra volta c’era il gruppo di ragazzi rappettari ), hanno coperto con della carta le panchine e sul tavolo ci sono delle cose da mangiare e una bottiglia di aranciata.
Sento l’abbiare di due cani e guardo verso il prato: ci sono due cani che giocano rincorrendosi SENZA GUINZAGLIO! ( all’ingresso del parco c’è un cartello che dice di tenere i cani al guinzaglio). Sono di piccola taglia e stanno “per i fatti loro”, nessuno pare farci caso o lamentarsi.
Le donne iniziano a sparecchiare e decido di andare a chiedergli qualche informazione prima che se ne vadano.
Mi avvicino e spiego loro cosa sto facendo. Mi guardano abbastanza perplesse e dicono che non sanno bene l’italiano e se posso ripetere tutto parlando piano. Sono molto disponibili e sembrano curiose.
Rispiego tutto parlando molto lentamente e annuiscono.
Una prende la parola e mi dice che vengono tutte dalla stessa città dell’Ucraina e che lavorano tutte a Trento o dintorni.
Oggi non lavorano, quando non lavorano non hanno un posto dove andare e allora stanno lì insieme, mangiano e chiacchierano.
Mi dice che si mettono sempre in quel tavolo o in quello di fianco.
Parla in modo abbastanza sgrammaticato ma riesce comunque a farsi capire.
Vengono tutte le domeniche, a volte arrivano al parco dopo essere state a sentire la messa. Oggi sono in vacanza e si sono ritrovate come fosse domenica.
Mentre la donna parla le altre la guardano e fanno gesti di approvazione. Quando non le vengono le parole cerco di aiutarla e le altre quando dico una parola “giusta” dicono “si” e a volte la ripetono.
Le ringrazio e dico che magari ci vedremo domani. ( ho un’altra ora di osservazione da fare !). Anche loro mi ringraziano e tornano ai loro discorsi ( ovviamente non in italiano ).
Sulle panchine che di solito la mattina sono piene di gente che si gode il sole, c’è un gruppetto di persone che beve. Ai loro piedi vedo una bottiglia di Vodka.
Vicino ai giochi vedo 3 persone sulla trentina e decido di andare ad intervistare anche loro.
La donna prende la parola. Mi dice che lei è di Trento mentre la coppia di amici è di fuori.
È molto “profeeescional” e l’amica la prende in giro fingendo di tenere un microfono mentre parla.
Quando scopre che sono della facoltà di sociologia mi dice anche che ha fatto un esame a sociologia.
Riguardo il parco mi dice che viene in questo perché è il più tranquillo. Non ha figli ma dice che se dovesse portare un bambino verrebbe sicuramente qui. Anche negli altri parchi ci sono dei giochi ma questo ha più spazi aperti e non ha angoli nascosti così si può tenere meglio sott’occhio la situazione.
Mi dice anche che negli altri parchi ci sono delle persone poco raccomandabili “extracomunitari o no, devono” e non è il massimo. Se voglio leggere un libro all’aria aperta qui si sente molto più tranquilla.
Indicandomi il prato mi dice che è un grande spazio aperto che negli altri parchi non c’è. Aggiunge che in estate ci vengono molti ragazzi circa della mia età ( sarebbe anche interessante sapere quanti anni pensano che abbia visto che ne ho 22 ma spesso la gente non me ne da più di 18/19 ! ) e stanno seduti nell’erba a gruppetti. “Bevono e probabilmente fumano anche ma non danno fastidio a nessuno”. Indicando il gioco dei bimbi con la scritta “Ganja a tonnellate” dice “ah si, mi han detto che si dice ganja ma io non son di quella generazione lì”
L’amico la guarda e ride e dice che per queste cose dovrebbero fare loro un’intervista a me.
Io rido, molto probabilmente con una faccia da ebete.
La tipa va avanti a parlare sempre in modo molto professionale al chè l’amica le rimette il microfono virtuale davanti e le chiede “ e ora ci parli della fauna del parco” lei la guarda e risponde “abbiamo qua un’esemplare di cornacchia “ e poi mi dice che pensa di avermi detto tutto.
In fine mi raccomanda di scrivere che questo è un “PARCO NON PARCO” perché c’è il grande spazio di prato senza alberi o arbusti che è una peculiarità di qui.
Mi augura buon lavoro io ringrazio e mi metto su una panchina a cercare di scrivere tutto quello che mi ha detto.
Sulle panchine del lato est del parco ci sono 4 ragazzi ( 2 coppie ). Le definizione che gli potrei dare è quella di tamarri: le tipe indossano pantaloni bianchi aderenti, una ha degli stivali bianchi l’altra delle scarpe da ginnastica nuove fiammanti. I ragazzi hanno pantaloni aderenti e giacca con il cappuccio in pelo. Le loro voci sono le uniche che si sentono in tutto il parco. Si chiamano o insultano scherzosamente a voce abbastanza alta. Poco dopo una coppia si siede sulla panchina a fianco. Sembrano due fotocopie. Due panchine, il ragazzo che tiene in braccio la ragazza seduta con le gambe di lato, si baciano. Ora c’è silenzio!
Più tardi le due coppiette se ne vanno e mi passano vicino. Da vicino mi accorgo che sono più piccoli di quanto pensassi. Non hanno più di 16/17 anni. Sento dei pezzi di discorso: uno dei due ragazzi sta parlando tipi che sono sulle panchine a bere.
Anche un’altra coppia che era seduta su una panchina se ne va.
In effetti inizia a fare freddo!
Ora nel parco sono rimasti solo i bevitori, un uomo che dorme sdraiato su una panchina ed ovviamente io!
Arriva una signora anziana e si avvicina. Sono indecisa se chiederle qualcosa ma prima che mi decida mi rivolge lei la parola.
Mi chiede se ho visto due ragazzi con un cagnolino, un cane di piccola taglia bianco.
Le dico che gli unici cani che avevo visto erano due ed il padrone era uno solo.
Mi spiega che si trovava nel parco quando ha visto questi due che trattavano male il cane. “sono corsa a cercare aiuto, sa, non ho il cellulare, e non lo voglio neanche, ma ora non ci sono più”.
Guarda verso il gruppo di bevitori dicendo che non sono loro quelli che avevano il cane e poi aggiunge “ che poi chi lo sa se quelli lì sono dei delinquenti”.
Poi mi descrive come i due giovani maltrattavano il cane: lo tenevano legato strettissimo senza dargli la possibilità di muoversi e il cane tremava. Alle sue domande riguardo quel comportamento dice che la risposta è stata che il cane li aveva morsicati ( e le mostrano una mano con dei segni).
L’anziana mi dice che non ci crede, che i cani sono degli animali fedelissimi e che se li tratti bene ti accompagnano fino alla tomba. Aggiunge che i segni sulla mano del ragazzo sembravano le bruciature di una sigaretta e che un cane non può fare così. “…segni di sigaretta, come quando durante la guerra, ma anche non durante la guerra, si fanno quando si vuol far parlare qualcuno, una spia!”. Continua dicendo che avevano proprio delle brutte facce, da delinquenti, da drogati.
Ricomincia a spiegarmi tutto e poi se ne va dicendo “povera creatura!”.
Arriva una coppia con due bimbe. Mi dicono che non vengono spesso in questo parco. Sono di Gardolo e generalmente vanno al parco vicino a casa oppure se sono in centro vanno a quello di Piazza Venezia. Oggi sono venuti qui perché erano ai mercatini.
Sono le 4.50 e al parco non arriva più nessuno. Si fa sempre più scuro e mi si stanno congelando le mani!
Domani torno e vedo se raccolgo qualche altra informazione dal gruppo delle badanti.
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